Spero.

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Tra un esame e l’altro,                                                                                                                                      tra il lavoro e il sonno che mi assale,                                                                                                         ultimamente son riuscita a trovarmi in una situazione simil stabile.

Sto vivendo, una relazione, conoscenza non ha ancora una definizione definitiva, con uno di quei ragazzi che son davvero bravi, che hanno la testa sulle spalle, con un lavoro autonomo, con una storia che lo ha segnato, ma che sa superare i suoi limiti per star bene lui, e per far star bene me.

Sì, non son proprio il mio tipo dato le avventure e i ragazzi passati, ma ci provo.

Provo a superare le mie paure della fiducia, le mie paure sulle mie centomila paranoie, le mie fissazioni, e le mie aspettative di vita, buttando tutto all’aria, e vivendo una storia che mi dà tranquillità.                                                                                                                                                        Ovviamente, è una tranquillità relativa, perchè non riesco a levarmi determinate paranoie dalla testa, paranoie che non mi fanno vivere al meglio la mia storia, ma bisogna dargli tempo, e bisogna dare tempo a me stessa di imparare a convincermene. E sicuro ad una risposta definitiva arriverò anche io.

Beh, sta storia è una storia di prova, spero sia in futuro una bella storia. Spero sia una storia felice. Spero di mettere la testa a posto, e decidermi finalmente ad affermare che a questo mondo non tutti gli uomini sono uguali.

Sinceramente però, io mi aspetto che Lui stasera venga a casa mia, mi scriva un messaggio con scritto:” esci, sono qui.” .                                                                                                                          Quello che invece avrò stasera è una bellissima avventura in solitaria nel mio mondo delle favole.

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Anno

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Un anno, un anno che non scrivo.

So, che questo blog l’avevo iniziato come valvola di sfogo, solo che nell’ultimo anno son successe molte cose, ovvio, non che non avessi bisogno di sfogarmi, ma non ne trovavo il tempo.

Nel giro di un anno, son successe molteplici cose, ho chiuso con entrambi i miei “errori”, in maniera definitiva. E si sta bene, bisognava solo trovare il coraggio.

Un inizio in salita in questo 2017, senza senso, molto incolore, molto triste.  Un unico proposito, iniziare a fregarsene di più della gente che non ti da niente, mentre tu le dai il mondo. L’unica cosa da rispettare era ed è questa.

Invece, dal niente, mi sono iscritta in palestra ( ovviamente non pretendiamo miracoli) , seguo la dieta di un alimentarista, lavoro e ho ripreso gli studi e me li mantengo, dopo un periodo di forzata pausa. 

Voglio vedere questo 2017, come un anno positivo,  incrociamo le dita e siamo positivi!

 

6*

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Iniziare per un destino non scelto direttamente da Noi. Vorrei trovare le parole giuste per poterti dire tutto, ma mi sembra alquanto difficile.

Vorrei dirti che sto bene quando sto con Te.

Vorrei dirti che quando te ne vai ogni volta, mi vien voglia di venire da Te e chiederti di restare, perché quel senso di protezione me lo sai dare solo Tu.

Vorrei dirti che ogni morso, ogni botta vorrei non passassero mai fino a che ti rivedo la volta dopo.

Vorrei dirti che se ti scrivo un messaggio è perché ti sto pensando.

Vorrei dirti che nei tuoi occhi da pazzo di perdo.

Vorrei farti capire che non eri niente, che adesso a volte hai la capacità di mettermi in imbarazzo, farmi pensare e farmi impazzire.

Vorrei farti capire, quanto può valere il futuro davanti a Noi, e non il nostro passato.

Vorrei farti capire, quanto adoro il senso dell’amicizia, che per un mio amico farei tutto, ma che se anche loro la pensano in maniera diversa da Me, son miei amici e ci son comunque anche se vado con una persona che a loro non piace.

Vorrei farti capire, quanto tengo al valore della famiglia, quanto tengo al valore delle cose che faccio. Che ogni mio gesto ha un senso.

Vorrei chiederti,che il nostro vederci, diventasse almeno una volta ogni settimana, o ogni due settimane.

Vorrei chiederti, di provare seriamente a costruire qualcosa.

Peccato l’ultimo vorrei è impossibile.

Avrò mai il coraggio di dirtele o scrivertele tutte queste cose?

 

5*

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A:”Esci da quella casa, subito, son qui fuori!”

Io:”Scusa??”
A:”Non sei a casa? Esci son fuori da casa Tua, son al solito posto, dai che ho avuto un fine settimana pessimo e voglio star tranquillo per qualche ora e sei l’unica persona che non mi da ansia, e in più sai benissimo che dobbiamo parlare!”

(Solitamente una donna in 5 minuti non riesce neanche a mettersi un paio di jeans e un paio di scarpe da ginnastica. Io miracolosamente, in quei cinque minuti son riuscita a mettermi un paio di jeans, un paio di Stan Smith, una maglietta (non ricordandomi che facesse così freddo), un piumino, a lavarmi i denti, e sono uscita. Rigorosamente senza trucco).

Cosa fai in quel momento?? Non esci? Eh no, non mi sembra giusto. Quindi si esce sotto una pioggia incessante che dura dalla mattina presto, sotto un freddo immenso. Lui preso nella scrittura intensa di un messaggio contro chissà chi, apre la macchina, mi fa salire e inizia a gridarmi contro, si rende conto che io manco l’ho salutato e la prima parola è: “scusa”. Poi mi bacia.

Dopo di che, passo minuti in silenzio a guardare la pioggia che cade sul finestrino mentre Lui inveisce contro qualcuno al telefono. Mette giù il cellulare e inizia a urlare, finchè si riprende e mi spiega la situazione. Mi spiega cosa sta succedendo e capisco. Sto zitta, ascolto il suo sfogo. Gli passa, e mi si rivolge dicendo:

” Son settimane che voglio parlarti, ma settimana scorsa non ce l’ho fatta, vediamo sta volta. Io ho un parere su di Te, ma il mio parere è influenzato dai miei amici, lo sappiamo che loro non ti conoscono, quindi, dimmi tu cosa hai fatto, e cos è successo in questi quattro anni che sei stata per la maggior parte del tempo lontano da qui.”

In quel momento mi son chiesta se qualcuno avesse parlato, se qualche amico che abbiamo in comune avesse parlato, ma mi sembrava troppo. Così pian piano prendo la decisione di dirgli tutta la verità. Pensando che nei due minuti successivi dopo che avesse saputo la verità se ne sarebbe andato. Butto fuori tutta la mia rabbia, parlo. A quel punto, con la mente che non sapeva più che pensare, andiamo verso casa mia. A metà via, mi blocca, si gira e mi bacia. Lo guardo sbigottita perché odio le smancierie in pubblico, soprattutto perché la via che porta a casa mia la sera, viene percorsa solo dalla mia famiglia, mia zia, i miei cugini e mio fratello.

Ci mettiamo a parlare, mi tranquillizzo, e chiariamo la situazione. Decidiamo di metterci a  “nudo” cercando di capire quanto l’altro può dare, quali sono i reali pareri della gente intorno a Noi. E soprattutto chiarire come stanno le cose tra di Noi. Gli ho espresso i miei dubbi, perché ne avevo un paio che mi “facevano rodere il fegato”. Beh, sulle ultime parti non abbiamo ricavato molto in realtà. Ma almeno abbiamo parlato.

Beh ormai camera Mia, è diventata anche per metà Sua, l’ho capito quando è entrato, si  è spogliato il giubbotto, l’ha messo sull’attaccapanni, si è sdraiato dalla sua parte del letto e ha acceso la televisione scegliendo anche che film guardare. La cosa più bella, è stata che tanto eravamo tranquilli insieme, che entrambi abbiamo iniziato ad addormentarci l’uno accanto all’altro.

 

*4

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Io: ” Scusa, non eri fuori?”.

Dopo ben 10 mesi una risposta inaspettata

        A:” Si certo, ero al bar con i miei amici, ma sai ultimamente ogni tanto mi torni in      mente, e non posso non scriverti, e dopo due settimane volevo vederti!”

[…]

A:” Un sabato strano per Noi, da quanto tempo non ci vedevamo di sabato? E soprattutto da quanto tempo entrambi non passavamo una serata in casa?”

Io:” Eh penso parecchio sai… forse è il primo sabato sera che passiamo in maniera tranquilla e a casa!”
Come ogni volta che te ne vai, io ne esco sempre distrutta, lividi ovunque, le labbra non esistono più per i tuoi milioni di morsi. Ma sulla mia faccia torna un sorriso.
Ieri sera, il sorriso per la prima volta era sulla bocca di entrambi, e il motivo rimane ancora sconosciuto.
Una serata strana, strana perché hai lasciato i tuoi amici, cosa che non succede quasi mai. in 23 anni di vita, non vi siete mollati un secondo, anche quando andavate in vacanza da piccoli.
Sai cosa mi piace di quando siamo insieme? Le nostre mani che non si lasciano neanche per un secondo e quando passi una mano tra i miei capelli.
Un’altra cosa, inspiegabile data la realtà dei giorni nostri, è che quando sto con Lui, nessuno dei due usa il cellulare. Se suona, non si risponde ai messaggi, se è una chiamata, non si risponde neanche a quella. Insomma per quelle ore li, ci si estranea dal mondo.
Lo stare abbracciati su quel letto, a parlare, a confidarci, Tu che raccontavi passo per passo cos’era successo, che raccontavi dei tuoi, di come stavi, di come vivevi, di come eri messo, di come ne sei uscito, e il momento della tua decisione, è stato qualcosa di particolare, di profondo. Ed ero li a guardarti con ammirazione.
Quel letto lì, non è un letto a caso, quel letto li è il mio letto. Quando mia nonna è morta ha lasciato tutto ai suoi nipoti, perché teneva molto a Noi. Io con una piccola parte di quello che ci ha lasciato, son voluta andare a comprarmi un letto, un letto perché mi ricorda quando io dormivo da Lei. Quindi associo al mio letto mia Nonna, parte fondamentale della mia vita. Un ragazzo in questo letto non c’era mai stato. Invece, non so quante volte ci ho fatto stare Lui.
Questo solo per dimostrargli, che per Me è importante.

 

 

13. *3

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Pausa studio, quest’esame mi sta mandando al delirio.

Questo blog, è sconosciuto, i miei amici e amiche non ne sanno l’esistenza, così come i miei svariati contatti compresi quelli dei social network.

IMG_20160101_124027_2.jpg13, il 13 è un numero bellissimo, scaramantico, ed è la data di nascita di una persona, quella che io qui dentro nominavo come ” Lui”. Bene, Lui, ha un nome, che ha la mia stessa iniziale, e un cognome, che è anche quella la stessa iniziale del mio.

Lui, è quella persona che mai speri di trovare nella tua vita, uno che te la complica ( va beh, dai ammetto che adoro il complicarmi la vita). Con questo Lui succede di tutto, quando dico tutto, avete presente le cose dove direste:” Io??? No quella cosa qui non la faccio”; ecco due secondi dopo da quella risposta partiva un:” va bene, facciamolo!”. Avete presente anche le cose più improbabili?? Si, le ho fatte. Lui è una persona strana, non potevamo neanche definirci uscenti, ma eravamo perfetti come intesa mentale. Un qualcosa di inspiegabile.

Lui, è quel genere bello e impossibile. Ma davvero bello, e impossibile anche, impossibile solo perché manco la mia psicologa l’ha mai capito. Uno diciamo, che non poteva fare per me.

Il 3 invece, beh il 3 è il numero perfetto come rappresentazione di quello che antecedentemente avevo descritto come A. il 3 è stata la data del nostro primo appuntamento. 3 è il numero delle cose belle che ha: gli occhi, i denti e il fatto che è sempre abbronzato.

A, è una persona da un passato burrascoso, difficile e tremendamente duro da accettare. Non so,conoscendomi, come ho fatto ad accettarlo, ma so solamente che volevo il meglio per Lui. Volevo che stesse bene, che certi brutti periodi non tornassero più, quindi gli sforzi fatti da parte di entrambi erano grandi. Con A il rapporto era molto diverso, Lui  mi ha raccontato tutto di sé, io per quello che ho fatto nella mia vita, non son riuscita manco a dirgli metà delle cose successe. Per paura.

A, invece, non è uno bello (insomma, io nei suoi occhi mi perdevo, poteva dirmi anche di sposarlo che io ero già partita per non so quale mondo), è una persona che non ti rimane neanche impressa ( insomma, quando eravamo alle superiori, e quando era alle medie, ti rimaneva impressa eccome!). Per me, ha una somiglianza con mio padre, è quel ragazzo che scegli perché la figura del padre la vedi come un uomo speciale.

 

12. *2

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Credo a quegli uomini che amano la propria ragazza,  la propria moglie.

Credo a quegli uomini ossessionati dal sesso,dove dici:” Ma dai non puoi pensarci così tante volte in un giorno!”. No ragazzi,io vi credo!!!

Credo agli uomini che hanno un’amante che le promettono mari e monti, ma in realtà hanno paura di essere sgamati dalla propria moglie.

Credo a quegli uomini di 45 anni che si innamorano di una 20 enne.

Credo agli uomini che non hanno paura di mostrarsi in pubblico con la propria ragazza, che farebbero di tutto per Lei.

Credo agli uomini che non hanno paura dei pettegolezzi, che non hanno paura del giudizio dei propri amici, che non hanno paura della propria ombra, insomma quelli sicuri e con le Palle!

Credo agli uomini che non hanno paura di mostrare i propri sentimenti e anche quelli che dimostrano le proprie debolezze.

Credo anche negli uomini isterici,quelli che sembrano veramente che adottino comportamenti da donna. Avete presente una donna con il ciclo?con i suoi sbalzi di umore?  Ecco io credo siano così anche gli uomini. Ma credo in loro.

Credo nei messaggi che mandano, a qualsiasi ora possano arrivare.

Insomma, delusioni ce ne sono state, cuori spezzati anche, amori impossibili son nella lista,ma io a questi uomini un po’ credo ancora. Perché ci sarà sempre un’eccezione.

Ho scelto ragazzi nella mia vita che non son di certo quelli che credevo, ma alla fine li conoscevo, li avevo scelti io. Quindi io credo ancora nel genere maschile ( qualche problema di fiducia c’è, ma si supera!), credo di poter trovare la mia eccezione. Quindi la colpa di aver scelto due deficienti è solo Mia!!!

 

 

#0

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Mi chiamo Giulia, sono nato il 21/07/1992, in un paese della Pianura Padana. E lì vivo tutt’ora.

Il nome del blog, A, deriva da molteplici cose.

A, è l’iniziale del mio cognome, cognome a cui tengo. A, è il nome di mio fratello, che amo. A, è il secondo nome di mia mamma. A è l’iniziale del nome della mia più amata cuginetta. A, è il nome di una prozia, che mi ha fatto da quinta nonna, alla quale tenevo in una maniera indescrivibile. A, è la prima lettera dell’alfabeto. A, è il nome di una di quelle persone che mi hanno confuso di più in 23 anni. A, è l’iniziale del cognome dell’altra persona che mi ha segnato tanto. Diciamo che la lettera A risuona costantemente nella mia vita. E la AMO!.

La nascita di A, avviene in maniera casuale, perché avevo bisogno di sfogarmi, quando sono nervosa, vengo qui e qualcosa scrivo. La nascita di A, è un rifugio.
Sono testarda, curiosa, lunatica in una maniera impressionante, razionale, ma una persona irrazionale e istintiva se è una cosa che mi va di fare ad ogni costo. Non sono e non voglio essere superficiale in nessuna situazione, e odio pregiudizi e chi giudica dalle apparenze. Sono estremamente orgogliosa; sono una ragazza che pensa sempre agli errori che ha commesso, ma non si pente mai di ogni cosa fatta.

Adoro, i miei animali. Ho un coniglio, di colore blue/grigio, è uno spettacolo. Ho i miei amati cani, ho due pesci che mi tengono compagnia costantemente nella mia camera, Akira e Campari, ho due caprette, e un meraviglioso Asino! Prossimo passo, comprare un maialino!

Ultima cosa da sapere su di Me, ho dei tatuaggi, non a caso, hanno dei significati. E qui confermo, poco tempo fa, mi son tatuata il mio segno zodiacale ( ci credo, e ne sono molto affezionata!), ma siccome mia madre non voleva che io avessi altri tatuaggi, ne ho fatto uno di nascosto, in un posto nascosto e mi sono tatuata una A!!!

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#A

A, è l’ex uscente di una delle mie migliori amiche. Per questo non mi fidavo. Finchè ho deciso che la fiducia gli andava data.

A, è il cugino delle mie più grandi amiche di infanzia ( avete presente, quelle bambine con cui condividi tutto, parenti, genitori, nonni, fratelli? Ecco per me, Lei era così!)

A, è stata una sorpresa per Me. Quei pacchetti che scarti e davvero rimani a bocca aperta.

A, era il vicino di banco di un ragazzo con cui ero stata alla superiori. Oltre che essere il suo vicino, era uno dei suoi più grandi amici.

A, abita a 7km da casa mia, e abbiamo tante, troppe amicizie in comune. E capita, a volte di frequentare gli stessi bar, gli stessi posti.

A, è stato un amico per il tempo in cui siamo usciti insieme, nonché un perfetto amante.

A, mi ha raccontato la sua vita, dato che io non sapevo molto, una vita difficile. Quelle confidenze, son state un trauma per me, ma questo ci aveva fatto avvicinare talmente tanto che a volte mi sembrava di essere sua mamma, mi sembrava di essere un’amica, una confidente e una buonissima amante. Ad ogni problema c’ero. ( La verità è che neanche io mi aspettavo di poter fare così tanto per Lui!).

A, è strano. (Non mi ha mai fermato questa cosa).

A, ha due occhi azzurri in cui ti ci perdi dentro, vedi un cielo d’estate in quegli occhi.

A, forse non è la persona per il quale io ho perso la testa, perché forse un pezzo del mio cuore, era a 90km da casa mia. Ma questo non mi ha fermato nel fatto di poterlo conoscere meglio.

A, è stato uno dei miei errori migliori. E lo rifarei ancora, per tutta la mia vita.

11.

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A:” G, domani non vieni al lavoro vero?”

Io:”No, dovevo andare via, ma la mia amica mi ha dato buca, così starò a casa a studiare!”

A:” Andare dove????”

Io:” Ho detto che sto a casa!”

A:” Non vuol dire niente! Dove credevi di andare eh?? In quel paese là vero? Per vederlo ancora, per avere un’altra illusione di chiudere con Lui vero? Poi siete lì, e non chiudete mai, siete lì e diventate due imbecilli uno davanti all’altro. Non siete capaci neanche di parlare, perché i vostri corpi parlano prima di Voi. Cercate sempre mille scuse e state lì una vita. Io ti ricordo che ho letto i vostri messaggi, conosco te bene, e conosco Lui.”

Con questa conversazione, ieri mattina, mio Fratello mi ha dato il buongiorno al lavoro! Buongiorno anche a Te, fratellone Mio!!!

Con queste parole che mi risuonano continuamente in testa, mio fratello ha colpito al meglio il bersaglio. Colpito e affondato. Dico solo, ieri sera dopo il lavoro, mi son presa una sbronza assurda, e oggi anche se la voglia di partire c’era, affrontare la vera realtà che c’era là da sola, non son partita.

Alla fine, un po’ bisogna ringraziarlo, e dirgli grazie perché mi sbatte la verità in faccia, quando io non voglio sentirla e quando magari fa male.