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20151225_130245.jpgNatale.

Ho sempre odiato Natale. Da quando cinque anni fa,il mio ex fidanzato mi lasciava. Pensavo ad una sola cosa per questo Natale.  Bevo e lo dimentico.

Cose routinarie del Natale. Far incazzare la Mamma e aperitivi con Papà, auguri ai Tuoi amatissimi amici che ormai fanno parte della Tua eccezionale famiglia. Pranzo da Tuo fratello con altri parenti.

Stai iniziando gli antipasti, forse, neanche. Ma sei già ad una bella bottiglia di bianco ingurgitata come aperitivo, che suona il telefono. Pensi ai normali auguri di Natale. Ma quella chat aveva una suoneria strana. Trasmette una sensazione strana. Ed é esattamente così! Leggi l’anteprima. Anche il vino che sta scendendo nella tua gola ha un blocco. Sul tuo volto si legge quella perplessità che una tavolata intera di 30 persone nota.

Abbiamo passato un mese da schifo. Pensavo che ogni confidenza, ogni parola fosse andata persa. Un tempo, ogni volta che ci dicevamo qualcosa, entro poco tempo la mantenevamo. Pensavo che questo mese non finisse più. In 32 giorni, nella nostra chat ci sono stati solamente 5 messaggi che recitavano: ” Tutto bene?” e le relative risposte che comportavano solamente un “si” o “no”. Pensavo che non ci fosse più niente da recuperare.

Ieri eravamo Lontani, fisicamente troppo. Mentalmente sembravamo a due metri di distanza. In un intera giornata, la nostra chat si è di nuovo riempita di quel che mancava. Le nostre stupidate, le nostre chiacchere, il nostro volerci, le nostre stupide battute, il nostro prenderci in giro, il nostro stuzzicarci, il nostro “discutere” sul fatto che non ci vediamo mai, e  “discutere” delle uscite che abbiamo con altre persone per coprire ciò che non vogliamo far sapere.

Sai cos’è la cosa che adoro di più di Noi? A parte che siamo due grandi cretini terribilmente orgogliosi, che ci scanniamo, litighiamo spesso, ci uccidiamo a parole e che non vogliamo ammettere niente a Noi stessi; è il fatto che ci cerchiamo sempre, che il nostro orgoglio cerchiamo per l’altro sempre di metterlo da parte. Che, se anche litighiamo due secondi dopo uno dei due fa quel passo indietro che fa tornare a quell’equilibrio precario che ci rappresenta.

E ancora meglio ancora quando la mattina alle 5 del giorno dopo Natale, ti manda il buongiorno e ti manda un messaggio così:

”  Ho finito di lavorare, carichiamo la macchina e partiamo. Ci vediamo quando torno?  6 giorni e son a casa”