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A:”Esci da quella casa, subito, son qui fuori!”

Io:”Scusa??”
A:”Non sei a casa? Esci son fuori da casa Tua, son al solito posto, dai che ho avuto un fine settimana pessimo e voglio star tranquillo per qualche ora e sei l’unica persona che non mi da ansia, e in più sai benissimo che dobbiamo parlare!”

(Solitamente una donna in 5 minuti non riesce neanche a mettersi un paio di jeans e un paio di scarpe da ginnastica. Io miracolosamente, in quei cinque minuti son riuscita a mettermi un paio di jeans, un paio di Stan Smith, una maglietta (non ricordandomi che facesse così freddo), un piumino, a lavarmi i denti, e sono uscita. Rigorosamente senza trucco).

Cosa fai in quel momento?? Non esci? Eh no, non mi sembra giusto. Quindi si esce sotto una pioggia incessante che dura dalla mattina presto, sotto un freddo immenso. Lui preso nella scrittura intensa di un messaggio contro chissà chi, apre la macchina, mi fa salire e inizia a gridarmi contro, si rende conto che io manco l’ho salutato e la prima parola è: “scusa”. Poi mi bacia.

Dopo di che, passo minuti in silenzio a guardare la pioggia che cade sul finestrino mentre Lui inveisce contro qualcuno al telefono. Mette giù il cellulare e inizia a urlare, finchè si riprende e mi spiega la situazione. Mi spiega cosa sta succedendo e capisco. Sto zitta, ascolto il suo sfogo. Gli passa, e mi si rivolge dicendo:

” Son settimane che voglio parlarti, ma settimana scorsa non ce l’ho fatta, vediamo sta volta. Io ho un parere su di Te, ma il mio parere è influenzato dai miei amici, lo sappiamo che loro non ti conoscono, quindi, dimmi tu cosa hai fatto, e cos è successo in questi quattro anni che sei stata per la maggior parte del tempo lontano da qui.”

In quel momento mi son chiesta se qualcuno avesse parlato, se qualche amico che abbiamo in comune avesse parlato, ma mi sembrava troppo. Così pian piano prendo la decisione di dirgli tutta la verità. Pensando che nei due minuti successivi dopo che avesse saputo la verità se ne sarebbe andato. Butto fuori tutta la mia rabbia, parlo. A quel punto, con la mente che non sapeva più che pensare, andiamo verso casa mia. A metà via, mi blocca, si gira e mi bacia. Lo guardo sbigottita perché odio le smancierie in pubblico, soprattutto perché la via che porta a casa mia la sera, viene percorsa solo dalla mia famiglia, mia zia, i miei cugini e mio fratello.

Ci mettiamo a parlare, mi tranquillizzo, e chiariamo la situazione. Decidiamo di metterci a  “nudo” cercando di capire quanto l’altro può dare, quali sono i reali pareri della gente intorno a Noi. E soprattutto chiarire come stanno le cose tra di Noi. Gli ho espresso i miei dubbi, perché ne avevo un paio che mi “facevano rodere il fegato”. Beh, sulle ultime parti non abbiamo ricavato molto in realtà. Ma almeno abbiamo parlato.

Beh ormai camera Mia, è diventata anche per metà Sua, l’ho capito quando è entrato, si  è spogliato il giubbotto, l’ha messo sull’attaccapanni, si è sdraiato dalla sua parte del letto e ha acceso la televisione scegliendo anche che film guardare. La cosa più bella, è stata che tanto eravamo tranquilli insieme, che entrambi abbiamo iniziato ad addormentarci l’uno accanto all’altro.